LE FAQ DI GEU: EPISODIO 5

Il Superbonus 110% ha sollevato molte perplessità, anche sotto l’aspetto fiscale.

Una domanda ricorrente riguarda la possibilità di sfruttare l’agevolazione anche se non si possiede un’imposta IRPEF da versare.

Solo chi paga le tasse per un importo superiore allo sgravio può beneficiare del Superbonus 110%.

Pertanto, i contribuenti che non hanno IRPEF tale da recuperare la quota annuale del bonus, non potranno detrarre l’importo, pur soddisfacendo i requisiti richiesti.

Allo stesso modo:
- non è possibile far slittare agli anni seguenti la parte della detrazione che non è stata utilizzata,
- non è possibile chiederne il rimborso.

Quindi chi è incapiente non ha nessuna speranza di accedere alle agevolazioni?

A tal proposito l’Agenzia delle Entrate con la circolare n°24/E chiarisce che il contribuente può beneficiare allo stesso modo del Superbonus optando per:
• lo Sconto in fattura, praticato dal fornitore dei lavori;
• la Cessione del credito d’imposta.

Partendo da questa precisazione è sorto un nuovo dubbio: un soggetto incapiente può cedere la possibilità di detrarre ad un parente?

L’Agenzia delle entrate ha chiarito che è ammessa la Cessione del credito anche tra privati.

Dunque, è possibile cedere il Superbonus ai genitori per i lavori effettuati sulla casa del figlio se quest’ultimo è incapiente e non può usufruire della detrazione.

In questo caso, però l’importo da pagare per i lavori deve essere dato al figlio sotto forma di prestito e il versamento deve risultare dal suo conto corrente.

È questa la procedura consigliata dall’Agenzia nella risposta 298 del 22 luglio 2020.

Si tratta di una scorciatoia che aiuterà molti cittadini ad avvalersi di questa importante opportunità con la quale rendere più efficiente e confortevole la propria abitazione.

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